Il territorio

Un salto nel passato

Il Birrificio Artigianale il Mastio nasce in un suggestivo territorio dell’entroterra maceratese, nei pressi del parco archeologico di Urbs Salvia, considerato il più grande delle Marche, ricco di storia e cultura. Qui sorge Urbisaglia, o Urbs Salvia, un borgo di circa 2500 abitanti che gode di un patrimonio storico e culturale a testimonianza di un’antica popolosa e fiorente civiltà.

La posizione “strategica” di Urbs Salvia ha favorito la nascita degli insediamenti già in epoca pre-romana. il suo destino fu legato per secoli a quello della “Gens Salvia”, nobilissima famiglia romana che, per un lungo periodo, esercitò una specie di alto patronato sulla città, finché, al tempo di Augusto, essa fu declassata a semplice“colonia”.

Ornata con imponenti edifici pubblici di epoca romana tra cui l’Anfiteatro, il Teatro e il Tempio, servita da un Acquedotto e da un Serbatoio semplicemente grandiosi, coronata da boschi a sud-ovest e da lussuose ville ad est, Urbs Salvia offre la possibilità di effettuare numerose passeggiate immersi nel fascino dell’antica civiltà Romana.quella tipica torbidità, prova inequivocabile che il prodotto è stato realizzato da mani artigiane.

La Rocca di Urbisaglia e il Mastio

La Rocca di Urbisaglia è una fortificazione militare eretta per volontà del comune di Tolentino all’inizio del ’500, su resti di fortificazioni precedenti, nel punto più alto del Colle di San Biagio, il cui scopo era quello di controllare il borgo di Urbisaglia ed evitare che gli urbisalviensi si ribellassero al governo tolentinate.

La fortificazione ha forma di trapezio, con lati disuguali e quattro torrioni agli angoli. Questa forma asimmetrica risponde alle funzioni che Tolentino attribuiva alla Rocca: difesa da un eventuale attacco dall´esterno e, nello stesso tempo, controllo e repressione di una eventuale ribellione interna. L´ingresso originario si apriva nella torre di guardia posta sotto al Mastio.

Il Maschio o Mastio è una torre, comune nei castelli medievali, caratterizzata da un’altezza superiore alle altre. Nel mastio si trovava il centro nevralgico della struttura ed era usato come ultima difesa in caso di attacco: l’accesso alla torre non era infatti diretto, ma richiedeva l’attraversamento di alcune aree dell’edificio esposte al fuoco proveniente dalle fenditure dal mastio stesso. Si accedeva alla torre per mezzo di una scala di legno che, in caso di pericolo, poteva essere ritirata.

Il Mastio, che ha subito vari rifacimenti dal XII al XV secolo, conserva all´interno tre vani, adibiti ad abitazione della guarnigione. I camminamenti di ronda, ancora percorribili, erano forniti di caditoie e feritoie per il tiro ficcante e piombante. Dall´alto della Rocca si apre un magnifico panorama che spazia dai Monti Sibillini, fino al mare, e una vista d´insieme sul borgo di Urbisaglia.

Il parco archeologico di Urbs Salvia

Riconosciuto come Parco archeologico regionale nel 1994, che gravita nell´area della colonia romana di Urbs Salvia, si estende per circa 40 ettari a cavallo della Strada Statale 78, tra le frazioni di Convento a Sud e Maestà a Nord ed è il più importante e spettacolare delle Marche. Il percorso di visita scende lungo il declivio della collina, attraverso un comodo tracciato di circa un chilometro e mostra i monumenti principali di una tipica città dell’età imperiale. Si può così cogliere nella sua interezza la struttura della città romana, che digrada a partire dal colle di San Biagio fino a raggiungere, articolandosi in una serie di terrazzi naturali, il fondovalle pianeggiante, delimitato a est dalla scarpata sul fiume Fiastra.

La visita inizia al Museo Archeologico Statale e prosegue con le Cisterne dell’acquedotto che rifornivano d’acqua la città sottostante. Più in basso il Teatro, l’Edificio a nicchioni, e, ai piedi della collina, l’Area sacra, costituita dal complesso Tempio-criptoportico circondato da un corridoio affrescato dedicato alla Salus Augusta, il più grande delle Marche, usato per le rappresentazioni drammatiche.

Attraversando l’imponente cinta muraria si raggiunge l’Anfiteatro, fatto costruire da Lucio Flavio Silva, in ottimo stato di conservazione, dove si svolgevano i giochi gladiatori. Costruito fuori dalla cinta muraria, a margine della Salaria Gallica, è uno degli anfiteatri romani meglio conservati nelle Marche. Fu fatto erigere intorno all´81 d.C. da Lucio Flavio Silva Nonio Basso, come si legge nell´iscrizione conservata nel Museo Archeologico di Urbisaglia.

Oggi l’anfiteatro ospita, nei mesi di luglio e agosto, un’importante stagione di teatro classico antico, in cui la qualità degli spettacoli si abbina alla suggestione dei luoghi.
Ben visibile anche la cinta muraria, conservata per parecchie centinaia di metri su tre dei suoi quattro lati.

L’Abbadia di Fiastra

Nel 1142, viene fondata dai monaci cistercensi provenienti dall’abbazia madre di Chiaravalle di Milano, ad opera di Guarniero, marchese di Ancona e duca di Spoleto, l’Abbazia Cistercense di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra, ma è solo nel 1985, dopo una serie di vicissitudini, che l’abbazia ritorna ai monaci cistercensi; nello stesso anno è istituita, sui 1.800 ettari di proprietà della Fondazione Giustiniani Bandini, la splendida e suggestiva Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, dove è possibile immergersi nel verde della natura che conserva ancora un inequivocabile segno della sua splendente bellezza, con paesaggi agrari, corsi d’acqua e la Selva, un bosco di oltre 100 ettari giunto quasi intatto fino ai giorni nostri. Qui è possibile godere di lunghe passeggiate nei sentieri immersi nei boschi, fare passeggiate a cavallo e visitare la suggestiva chiesa il cui stile esprime in modo autentico le sue caratteristiche di povertà, semplicità, essenzialità tipiche dell´ordine cistercense.

Il territorio della Riserva naturale offre anche prodotti frutto di un armonico rapporto fra l’Uomo e l’Ambiente, un rapporto che ha determinato un modello di vita e tradizioni tanto millenarie quanto originali che, da sempre, caratterizzano il territorio dell’Abbadia di Fiastra. 

L’Ambiente Naturale

Il Birrificio Artigianale il mastio ha il suo punto di forza anche nella collocazione geografica del territorio in cui nasce. Esso è a pochi passi dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un territorio di ineguagliabile bellezza fatta di “sovrumani silenzi e profondissima quiete”… un mondo che dalle cime imbiancate delle vette più elevate alle valli boscose, ai fiumi, ai ruscelli, ai paesaggi modellati dal vento, dalle acque, dal tempo e dall’uomo nel corso dei secoli, sfuma nelle case dei piccoli centri abitati che ne sottolineano l’incredibile splendore.

Dalle sorgenti naturali dei Monti Sibillini, sgorga l’acqua utilizzata per la produzione della nostra birra, un bene prezioso e fonte di vita:
un’acqua BUONA per caratteristiche organolettiche e chimico fisiche equiparabile a quelle delle migliori acque minerali; un’acqua PURA perché sgorga da sorgenti naturali ubicate in ambienti territoriali incontaminati a monte dei quali non sono presenti né insediamenti né attività umane.